

La Salute è quando il Cuore dice Sì, il Corpo dice Sì, e tu dici Sì.
La Fitoterapia: un rimedio per molteplici livelli
Se la floriterapia agisce prevalentemente sul piano vibrazionale ed emotivo sottile, la fitoterapia costituzionale interviene integrando il piano biochimico, psico-emotivo ed energetico. «La pianta agisce sul "terreno" dell'individuo e non sulla singola patologia o organo malato. Si parla quindi di fitocomplesso terapeutico come un insieme di principi attivi che agiscono in modo integrato e sinergico».
Assumere un'erba significa entrare in contatto con la forza vitale che la pianta ha sviluppato per crescere e sopravvivere.
Questo approccio olistico rappresenta il fondamento delle grandi medicine tradizionali. L’alleanza tra l'uomo e il regno vegetale affonda le sue radici all'origine della storia umana. Entrambi sono sistemi complessi che comunicano attraverso un linguaggio simbolico.
Come osservò Paracelso, le piante comunicano attraverso la loro "segnatura" (la forma, il colore, l'habitat), esattamente come il corpo umano si esprime attraverso la propria morfologia e i sintomi dei suoi disagi. La malattia stessa è una manifestazione corporea ed emotiva dotata di un proprio linguaggio, che richiede di essere ascoltato, compreso e integrato nella nostra consapevolezza.«La pianta parla all'uomo attraverso la propria forma e indica, a chi sa guardare con occhi attenti, quali parti del corpo e quali malattie è destinata a curare. Questo è il principio fondamentale della segnatura morfologica: il simile cura il simile».Per fare un esempio concreto: «L'Equisetum Arvense, l'equiseto o coda cavallina, rappresenta nella tradizione occidentale ciò che il bambù rappresenta in Oriente: la colonna vertebrale con i suoi nervi intercostali. La struttura segmentata della pianta, con i rami verticillati che partono da ogni nodo, richiama perfettamente l'immagine della spina dorsale con le costole e i nervi spinali che si dipartono da ciascuna vertebra». (Bacchiocchi, p.23E infatti, sia l’equiseto che il bambù, entrambi ricchi di silicio ed entrambi appartenenti per signatura morfologica e astrologica a Saturno, hanno, tra le altre, anche un azione remineralizzante, utile in caso di fratture, osteoporosi e sostegno alle articolazioni.2.2.2 Gli effetti terapeutici delle erbe: azioni generali e specificheQuando usiamo le piante a scopo terapeutico, mettiamo in relazione due realtà complesse: la risorsa vegetale e l'organismo umano. Grazie alla varietà dei suoi componenti biochimici, una singola erba può interagire contemporaneamente con diversi distretti del corpo.A differenza del farmaco di sintesi — in cui un singolo principio attivo viene isolato e concentrato, aumentando la potenza d'azione ma anche il rischio di effetti collaterali —, la pianta agisce come un insieme armonioso, infatti: «Quando si utilizzano le erbe intere, l’effetto curativo viene raggiunto tramite una combinazione di reazioni multiple. Una singola erba può interagire contemporaneamente con molti aspetti diversi del corpo, a causa della sua energia complessa e della varietà di componenti biochimici. Il corpo è dotato di intelligenza, o saggezza e sceglierà tra i diversi effetti quello di cui ha necessità, eliminando gli altri senza correre rischi.In questo modo l’effetto complessivo dell’utilizzo delle erbe sarà quello di regolare l’attività corporea, poiché esse agiscono sostenendo l’omeostasi, il meccanismo che regola il corpo. Per tale motivo la medicina che impiega le erbe molto difficilmente produrrà squilibri gravi nel corpo, se usata in modo corretto. Gli erboristi ritengono che la medicina naturale rappresenti un enorme vantaggio rispetto alla terapia farmacologia, perché mentre un costituente fornisce alla pianta un’azione caratteristica, per esempio quella diuretica, altri costituenti agiscono contemporaneamente su altre parti del corpo e contribuiscono a perfezionare l’azione principale». (Flagelli, p.64, 2007)1. Esempio pratico di Effetto multi bersaglio (Come le molecole si aiutano)Per semplificare possiamo paragonare un principio attivo isolato a un solista e un fitocomplesso a un'intera orchestra:Una molecola pura (es. la vitexina della Passiflora per l’ansia) potrebbe essere assorbita con difficoltà attraverso l'intestino. E quindi per ottenere l’effetto desiderato, sarebbe necessario assumerne una dose massiccia, aumentando il rischio di effetti collaterali.Invece, col fitocomplesso, insieme alla vitexina ci sono i flavonoidi e gli acidi organici. Queste molecole secondarie non curano l'ansia da sole, ma modificano la permeabilità delle membrane cellulari. In pratica, "aprono la porta" della cellula e scortano il principio attivo principale, permettendogli di agire a dosi molto più basse e sicure.2.2.3 L’integrazione tra Fitoterapia, Nervo Vago e Counseling«Il nervo Vago rappresenta l'antenna psichica dell'organismo, veicolando le risposte emotive agli organi viscerali (cuore, stomaco, intestino) e trasformando il vissuto emotivo in risposte somatiche».A livello anatomico il nervo vago è un'autostrada elettrochimica bidirezionale che collega il sistema nervoso centrale a più apparati. Prenderò ad esempio il gemmoderivato di Ficus Carica, indicato (anche) in casi di gastrite, reflusso e bruciore gastrico. Agisce sull’asse tra sistema nervoso e apparato digerente:Via Afferente (Dallo stomaco al cervello): Le molecole del fitocomplesso calmano i recettori della mucosa gastrica. Questa variazione chimica genera un impulso elettrico che risale lungo le fibre vagali fino al Nucleo del Tratto Solitario nel tronco encefalico, comunicando alle aree emotive superiori (amigdala e ipotalamo) che la tensione viscerale è cessata.Via Efferente (Dal cervello allo stomaco): Una volta che il cervello ha elaborato lo stato di calma, un nuovo impulso discende verso il basso. Raggiunte le sinapsi gastriche, le terminazioni nervose rilasciano acetilcolina, un neurotrasmettitore che si lega ai recettori muscarinici ordinando allo stomaco di rilassarsi e normalizzare i succhi gastrici.Sul piano clinico, questa profonda sinergia si traduce in un sollievo multi-fronte. Mentre un classico farmaco antiacido bloccherebbe esclusivamente la secrezione gastrica senza alleviare la tensione emotiva, il Ficus carica calma il bruciore, ferma gli spasmi addominali e riduce l'ansia nello stesso momento. È pertanto l'indicazione principale per trattare sintomi esacerbati da periodi di stress, colite e alterazioni dell'alvo di origine emotiva, fame nervosa compensativa e disfagia, ovvero la sensazione di "nodo alla gola" tipica delle tensioni trattenute In questo scenario, le piante officinali non vengono usate come semplici "allopatici naturali" per sopprimere il sintomo, ma vengono scelte in base alla costituzione della persona e alla lettura simbolica del disturbo. Nella medicina tradizionale, infatti, ogni organo riflette una specifica qualità emotiva:L'apparato respiratorio e il diaframma: custodi del dolore profondo e del senso di "soffocamento" nelle relazioni «Quando ci sentiamo il cuore leggero o pesante, quando sentiamo che ci si “stringe” il cuore (o che si allarga), è successo qualcosa a livello fisico che ci fa sentire in quel modo». (Lowen, p.12, 1989)Il sistema Milza-Pancreas: legato all'elaborazione dei pensieri e delle esperienze; se in squilibrio, genera ruminazione mentale e stanchezza cronica.Come ricorda la dottrina tradizionale:«Il fegato e la cistifellea somatizzano la rabbia e la frustrazione trattenuta; la milza somatizza l'eccesso di pensiero e la rimuginazione; il cuore somatizza l'ansia e la mancanza di gioia».E ancora: «La milza è l’ elemento Terra . Se chi aggredisce dimostra alterazioni epatiche, chi è aggredito dimostra di essere malato di milza/pancreas. (…) Nelle alterazioni della milza con crisi del sistema linfatico, il sistema immunitario impazzisce e non riconoscendo più i tessuti propri da quelli impropri, attacca sé stesso e distrugge anche le articolazioni fino all’artrite reumatoide. (…) Il quadro psichico del malato di milza ci riconduce sempre ai concetti di : eccessiva riflessione – preoccupazione – passato – borbottio – lamento – madre terra. (…)La M.T.M. sostiene che in questo organo spugnoso (splen) si elabora la Bile Nera o Melanconia. (…) Essa conferisce costanza, fedeltà, riflessione, Pietas. Ma anche il fanatismo politico/religioso, la depressione, la misantropia. Il serial killer è Bile Nera esasperata». (Cappelli, p. 15, 2009)